Spremitura centosettantacinque

Stasera ho guardato il primo episodio della nuova stagione di The Walking dead e mentre lo guardavo mi è venuto in mente che mi ero detto che non avrei più guardato The walking dead e ho pensato fino alla fine dell’episodio che non si può guardare un episodio del genere, ma proprio brutto, di quelli lì che non si possono guardare, e alla fine dell’episodio ho deciso che io mica lo guardo. Ho ben altro a cui pensare.

Sponsored Post Learn from the experts: Create a successful blog with our brand new courseThe WordPress.com Blog

WordPress.com is excited to announce our newest offering: a course just for beginning bloggers where you’ll learn everything you need to know about blogging from the most trusted experts in the industry. We have helped millions of blogs get up and running, we know what works, and we want you to to know everything we know. This course provides all the fundamental skills and inspiration you need to get your blog started, an interactive community forum, and content updated annually.

Spremitura centossettantaquattro

Riemergo dal profondo luglio che mi ha investito in pieno petto. Il dott. Mulligan ci ha lasciati. È stata davvero dura superare questa cosa. Lui mi aveva raccontato che andava in vacanza ma stava solo andando a morire lontano come fanno i gatti ma alla fine ho capito che non puoi mica andare a morire lontano se sei nel cuore di qualcuno e considerando la stazza del doc, o io ho un cuore enorme o, semplicemente, molto elastico.

Spremitura centosettantatré

Ieri stavo guardando un film e uno dei protagonisti ha raccontato una barzelletta proprio in un momento drammatico della storia in cui tutti stavano rischiando di morire: sapete cosa fa un’alice dopo la doccia? S’acciuga. Loro stavano per morire e la barzelletta è vecchia e freddina ma io ho riso tanto comunque, di gusto. Anche se loro stavano per morire.

Spremitura centosettantadue

In questi giorni sta facendo molto caldo e io in giorni così, che fa molto caldo, non voglio scrivere spremiture ché il rischio è di scrivere spremiture su quanto faccia caldo in questi giorni. Che poi alla fine, quando continui a ripetere che fa molto caldo non è che poi si abbassa la temperatura. Che caldo, a scrivere di quanto fa caldo. No, non lo scriverò.

Spremitura centosettanta

Dizionario: liberazione.

La vita dovrebbe generare energia, non toglierla. Ma se siamo impegnati a disarmare muri, come possiamo disegnarci alberi a vicenda sulle braccia? Pensa ad un albero che ti piace e quando ci vediamo pretendi di disegnarmelo sul braccio. I pennarelli li porto io.

Spremitura centosessantotto

Bocca, rocca. C’è forse una rocca fatta a bocca? O una bocca che scocca come una filastrocca? Deve esserci. Bocca, cocca, tocca, fiocca, scocca… Rime: come due tizi vestiti uguali, che sembrano uguali, messi in vista a due a due:

…………………………………………la tua pace

…………………………….che parlar ti piace

Mentre che il vento, come fa, si tace.

Egli vedeva invece fanciulle che s’avvicinavano, tre alla volta, vestite di verde, rosa, terra di Siena, abbracciate l’una all’altra per l’aer perso in lilla, in viola, quella pacifica oriafiamma, la quale di rimirar fe’ più ardenti. Ma io: vecchi, penitenti, piè di piombo, che fanno più nera d’ombre la notte: fiocca, tocca, bocca, scocca, dal grembo alla tomba. – Dica pure il suo pensiero, intervenne Mr O’Madden Burke.

(Rime e ragioni: Ulisse, James Joyce. Einaudi. Traduzione di Gianni Celati)

Spremitura centosessantasei

Oggi in coda alla posta c’era un tizio che si lamentava perché alcuni stavano allo sportello anche venti minuti – e che non è possibile dover aspettare tutto questo tempo – e cosa dovrà mai fare in tutto questo tempo? Dovrà fare qualcosa che gli porta via quel tempo. Anche io ci impiego cinque minuti a far le cose che richiedono cinque minuti e se me ne servono venti, le faccio in venti. Non sempre, in realtà, se ci penso. A volte per lavare due piatti ci metto due giorni. Che confusione. Per fortuna vado in posta una volta all’anno.